La vera origine dell’industria 4.0 (la storia non raccontata) e le sue conseguenze sociali

       Scritto da Claudio Vivante

La tecnologia sta cambiando il modo di lavorare negli ultimi anni, più di quanto è avvenuto nei 50 anni precedenti ed i cambiamenti sono rapidi e radicali.

 

La prima rivoluzione industriale ed il Luddismo

La prima rivoluzione industriale trasformò la società contadina del XIX secolo, vuotando le campagne e popolando le periferie delle città, costruite intorno ai primi opifici. La borghesia del tempo si arricchì mentre le condizioni del proletariato peggiorarono. Le classi sociali si distanziarono e nacquero tensioni e movimenti politici che hanno segnato nel bene e nel male gli ultimi duecento anni della storia mondiale. Il disagio dei più deboli fu esasperato al punto che nacquero movimenti di protesta come il luddismo, i cui sostenitori distruggevano telai e macchine a vapore, viste come il nemico ed il simbolo di una società che non teneva in considerazione le esigenze, le aspettative ed i diritti di chi aveva perso il lavoro a causa delle macchine.

 

La quarta rivoluzione industriale

Si è cominciato a parlare di Industria 4.0 ad Hannover nel 2012, ma l’idea di fondo, cioè avere impianti di produzione automatici ed integrati, capaci di fare tutte le cose fantastiche che leggiamo sui giornali, è la conseguenza di un’idea di industria nata molti anni fa.

Negli anni '70 e '80 le aziende cominciarono a installare i robot per sostituire il personale nei lavori pericolosi. Poi negli anni '90 si installarono robot per tutti i tipi di lavoro perché ci si accorse che i robot producono di più degli esseri umani: sono più precisi, più veloci e possono lavorare 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Negli anni '90 si iniziò ad automatizzare anche tante attività precedentemente affidate agli operai. L’operaio era diventato una figura sostituibile e le aziende non investirono nella loro formazione.

 

 

Osservate la foto delle fabbriche del futuro qua sopra: non ci sono esseri umani, è il regno della robotica.

C’è un aspetto importante dell’Industria 4.0 di cui quasi nessuno parla, ovvero che l’innovazione tecnologica in corso metterà a rischio il posto di lavoro di molte persone, specialmente quelle con una scolarizzazione più bassa vale a dire la parte più debole del mercato del lavoro. Che l’automazione ed i robot abbiamo svolto il ruolo di antagonisti degli operai è cosa nota. Con la quarta rivoluzione industriale accadrà ancora più velocemente ed in settori dove mai prima d'ora gli esseri umani erano messi in competizione con le macchine.

Pensiamo ai mezzi di trasporto autonomi: quanti autisti perderanno il lavoro nei prossimi anni? In passato le macchine sostituivano e aiutavano gli uomini nei lavori più pericolosi e logoranti, oggi le macchine sono in grado di sostituire gli uomini anche nelle mansioni di ufficio. Senza contare proposte controverse come quella di Bill Gates di far pagare le tasse ai robot, elevandoli ad un ruolo sociale che non ha senso attribuirgli.

La tecnologia sta cambiando il modo di lavorare negli ultimi anni, più di quanto è avvenuto nei 50 anni precedenti ed i cambiamenti sono rapidi e radicali.

Recentemente sono andato a trovare un mio cliente che non vedevo da alcuni anni e dove prima lavoravano circa 30 persone, ora ci sono solo robot. La macchina del caffè è stata tolta perché nessuno ha più bisogno di pause, i bagni sono stati smantellati per far posto ad un banco di collaudo: questi sono segni che il cambiamento è irreversibile e in quella ditta non c’è più posto per lavoratori umani!

 

Il ruolo e la responsabilità dei tecnici

Tu che stai leggendo queste righe, sei un tecnico che lavora nella tecnologia e come me senti anche tu la responsabilità di contribuire ad una società migliore per tutti, per le generazioni future in particolare. Quindi mi chiedo e ti chiedo: abbiamo compreso interamente la portata del cambiamento che sta avvenendo nella società? Abbiamo considerato tutte le possibili conseguenze dell’automazione spinta?

Pensiamo a Watson di IBM: un prodotto straordinario dal punto di vista tecnologico. Negli anni scorsi è stato migliorato ed addestrato da tante persone ed oggi comincia a sostituire le persone nel loro lavoro. A gennaio è stato annunciato che in Giappone Watson sostituirà 26 impiegati di un ufficio assicurativo (link all'articolo). Si tratta di persone laureate, probabilmente molto preparate. Eppure anche loro sono rimpiazzabili da un software. Non è incredibile?! Quello che accade oggi in Giappone potrebbe accadere tra qualche mese anche in Europa e tra qualche anno in Italia.

Se il personale d’ufficio può essere sostituito da un software allora non serve nemmeno l’ufficio e quindi potrebbero vuotarsi tutti gli stabili che oggi sono luoghi di lavoro. Il Cloud permetterà di gestire tutte le pratiche con il telefono. E se non ci saranno più gli uffici allora non serviranno i bar e le imprese di pulizia e i servizi di vigilanza, e così via. Pensate all’incredibile impatto che queste scelte avranno sulla nostra società.

Non sono pessimista né catastrofista, osservo che la fede incondizionata nella tecnologia come soluzione ai mali della società ha portato in passato più problemi che miglioramenti.


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